|
In riferimento alle nomine ai vertici delle aziende sanitarie siciliane, interviene anche il Movimento Giovanile Provinciale UDC di Trapani che, per mezzo del Responsabile Comunicazione Giancarlo Calò, fa sentire la propria voce:
«La nomina dei manager della Sanità siciliana avvenuta mercoledì scorso, a differenza di alcuni rappresentanti politici della nostra provincia non ci soddisfa ed è semplice spiegarne il motivo: ancora una volta e per almeno 20 anni di seguito, non c’è alcun trapanese alla guida di un’azienda sanitaria. E questo non è un problema da poco! Incolonnando i dati relativi ai nuovi manager ed elaborandoli, ci siamo accorti che dei 17 direttori generali, ben 11 provengono dalla zona orientale dell’Isola. 5, infatti, sono nati a Catania, 4 a Ragusa e 2 alla vicina Reggio Calabria. Soltanto 5 sono i direttori provenienti da Palermo ed un unico da Agrigento. Trapani, come sempre, non è rappresentata ed è destinata a trainare il carretto che negli ultimi anni ha percorso un’unica strada e per di più irta di ostacoli: quella che porta a Palermo… Non è nostra intenzione farne una questione di “campanile” ma è notizia di questi giorni, quella dei sette infermieri vincitori di concorso che per poter avere un colloquio con il Direttore Generale dell’ASL n.9 Gaetano D’Antoni hanno dovuto occupare il suo ufficio. E questo è stato solo uno dei tanti casi che si sono verificati negli ultimi anni. Sarebbe stato certamente diverso – ne siamo sicuri – se capo dell’azienda sanitaria locale fosse stato un trapanese… Siamo convinti che chi ha a cuore il proprio territorio, ha rispetto anche dei propri cittadini. Più volte, in passato, abbiamo stigmatizzato il comportamento di certi manager che sono stati soliti affidare incarichi (a volte anche quinquennali) a favore di professionalità provenienti sempre da altre province, come se la nostra ne fosse costantemente priva… Vogliamo sperare che avvenga un’inversione di tendenza in tal senso, ma le nomine di cui stiamo discutendo oggi ci fanno rimpiangere la politica locale degli anni ‘80 che sapeva guardare all’interno del nostro territorio e non ne permetteva la “colonizzazione” selvaggia. Un altro dato che salta subito in evidenza e che viene fuori dall'analisi sull'età dei nuovi manager, ci fa chiedere: “ma di vero ringiovanimento della Pubblica Amministrazione quando se ne vorrà parlare?” Uno dei direttori è addirittura nato negli anni ‘30 ed un altro nel ‘41 (in spregio alla normativa regionale che portava a 65 anni il limite di età per ricoprire la carica di Direttore Generale di un'azienda sanitaria). Quattro di loro sono nati negli anni ‘40, ben cinque nel 1951 e altri cinque comunque negli anni ‘50. Due soltanto sono i più giovani... uno nato nel 1963 e un altro nel 1965. Ma veniamo al dato più sconfortante - come se non bastasse quanto fin qui detto - leggendo i loro curriculum possiamo notare che: 1) Giuseppe Calaciura, è stato dal 2002 al 2005 direttore sanitario dell'azienda ospedaliera “Garibaldi” di Catania; 2) Salvatore Emanuele Giuffrida, dal 2005 fino ad oggi è stato - anche lui - direttore sanitario dell'azienda ospedaliera “Garibaldi” di Catania; 3) Ettore Gilotta, è stato dal 2000 al 2006 direttore generale dell'azienda ospedaliera "Policlinico" di Catania; 4) Francesco Poli, è stato dal 2002 al 2005 direttore generale dell'azienda ospedaliera Arnas “Garibaldi” di Catania; 5) Angelo Pellicanò, è stato dal 1995 ad oggi direttore sanitario presso l'azienda ospedaliera “Cannizzaro” di Catania. Insomma, tutti quelli che “casualmente” (…) sono transitati per le aziende ospedaliere della provincia di Catania ce li ritroviamo oggi come “NUOVO CHE AVANZA”... Ci viene, infine, il dubbio che i tanto ventilati “nuovi” manager non siano poi così “nuovi” come il funambolico duo Russo-Lombardo ci vuole far credere: ben undici su diciassette, infatti, sono stati, o sono tuttora, direttori nelle aziende sanitarie della nostra regione. Ci viene pertanto il legittimo sospetto che molti di questi nominativi abbiano assistito da protagonisti – e non da semplici spettatori – a ciò che Russo ha definito “lo scempio della Sanità nell’Isola perpetratosi negli anni”. Tanto per chiarire il concetto, se frughiamo nei loro curriculum ci accorgiamo che: 1) All’ASP di AGRIGENTO va Salvatore Olivieri, che è stato dal 2001 al 2002 direttore amministrativo alla azienda ospedaliera San Giovanni Di Dio di Agrigento, e dal 2002 al 2005 direttore generale all'azienda ospedaliera Sant'Elia di Caltanissetta; 2) All’ASP di CALTANISSETTA va Paolo Cantaro, che dal 1996 ricopre il ruolo di direttore sanitario all'azienda ospedaliero-unviersitaria Vittorio Emanuele di Catania; 3) All’ASP di CATANIA va Giuseppe Calaciura, che è stato dal 2002 al 2005 direttore sanitario dell'azienda ospedaliera Garibaldi di Catania. E dal 2005 ad oggi direttore sanitario all’azienda Ausl 4 di Enna; 4) All’ASP di ENNA va Nicola Renato Baldari, attuale direttore sanitario all’Azienda Ospedaliera "Papardo" di Messina; 5) All’ASP di MESSINA va Salvatore Emanuele Giuffrida, attuale direttore sanitario dell'Arnas "Garibaldi" di Catania; 6) All’ASP di RAGUSA va Ettore Gilotta, che è stato dal 2000 al 2006 direttore generale dell'azienda ospedaliera "Policlinico" di Catania; 7) All’ASP di SIRACUSA va Franco Maniscalco, che nel 2005 venne nominato direttore amministrativo dell'azienda ospedaliera "Sant'Elia" di Caltanissetta; 8) All’AZIENDA OSPEDALIERA CANNIZZARO di CATANIA va Francesco Poli, che è stato dal 1995 al 96 direttore generale dell'azienda ospedaliera Vittorio Emanuele di Catania. Dal 1997 al 2002 direttore generale dell'Ausl 5 di Messina. Dal 2002 al 2005 direttore generale dell'azienda ospedaliera Arnas "Garibaldi" di Catania; 9) All’AZIENDA OSPEDALIERA PAPARDO - PIEMONTE di MESSINA va Armando Caruso, che negli ultimi anni ha svolto anche l'incarico di direttore amministrativo all'Ausl 7 di Ragusa; 10) All’AZIENDA ARNAS GARIBALDI di CATANIA va Angelo Pellicanò, attuale direttore sanitario presso l'azienda ospedaliera "Cannizzaro" di Catania; 11) All’AZIENDA OSPEDALIERO UNIVERSITARIA G. MARTINO di MESSINA va Giuseppe Pecoraro, che dal 1996 al 1997 è stato direttore amministrativo all'azienda ospedaliero - universitaria Policlinico di Palermo della quale, dal 1998 al 2008, è stato direttore generale. Alla luce di questi dati ci chiediamo: “ma di quale rinnovamento stiamo parlando?”». Alle dichiarazioni di Calò si aggiungono, infine, quelle del Coordinatore Provinciale del Movimento Giovanile UDC Vito Campo, secondo cui: «A Lombardo si sarà rotto il proverbiale “bilancino” con cui effettua le sue leggendarie nomine… Infatti, lo stesso pare totalmente sbilanciato da una parte della Sicilia da cui – guarda caso – egli trae maggiore consenso. Ci meravigliamo di come alcuni onorevoli deputati regionali provenienti dal nostro territorio, che pure sono molto vicini al governatore Lombardo, si siano sperticati nel tessere le lodi di questi finti “NUOVI” nominativi. Abbiamo letto le dichiarazioni degli onorevoli Giulia Adamo e Toni Scilla (PDL), di Paolo Ruggirello (MPA) e di Baldo Gucciardi (PD) che scopriamo sostenere la nuova compagine di governo regionale coerentemente con il senatore Beppe Lumia (PD). Ci chiediamo, se questi signori hanno davvero a cuore il loro territorio perché si sono arresi – ancora una volta – ad affidarne le sorti ai “peones” di Lombardo. Ci aspettavamo dal mazarese Massimo Russo che avesse più riguardo per la propria provincia, ma avevamo il sospetto che le cose sarebbero andate in questo modo già da quando, nella passata primavera, abbiamo PER PRIMI costatato e comunicato alla Stampa un dato allarmante, quello dei posti-letto riservati al nostro territorio: 2,1 posti-letto per mille abitanti a Trapani contro i 3,9 posti-letto per mille abitanti a Catania. Il Movimento Giovanile UDC di Trapani, ancora una volta esce fuori dal coro e fa sentire la propria voce. A noi, così non va!». |