Ultime notizie
Castellammare del Golfo: il consigliere comunale Ivano Motisi aderisce all'UDC
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mercoledì 14 ottobre 2009

Ivano Motisi Ivano Motisi, consigliere comunale di Castellammare del Golfo, nel corso della seduta consiliare di venerdì scorso ha comunicato la propria adesione all'Unione di Centro - UDC. Motisi è stato eletto nella lista civica "Bresciani Sindaco" alle amministrative del 2008. Circa un anno fa il transito nelle fila dell'opposizione come indipendente e capogruppo del gruppo "Indipendenti - UDC".

Ultimo aggiornamento ( martedì 20 ottobre 2009 )
 
Comunicato del Seg. Reg.le UDC Saverio Romano sulle nomine dei vertici della Sanità siciliana
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venerdì 18 settembre 2009

Saverio Romano

L’onorevole Saverio Romano, Responsabile Organizzativo Nazionale UDC, nonché Segretario Regionale del partito in Sicilia, fa presente quanto segue:

«Con la nomina dei manager e dei direttori sanitari ed amministrativi si conclude il percorso voluto dal presidente Lombardo ed iniziato un anno fa con la legge di riforma del sistema sanitario regionale. L’UDC, allora partito di maggioranza, ha dato il proprio contributo che è servito a mitigare delle scelte che hanno profondamente inciso sulla struttura esistente, provocando a nostro avviso disagi che potranno essere percepiti nella loro dimensione sin dalle prossime settimane. E però ci era piaciuto poter dire che il nostro disappunto fosse una opinione politica espressa nell’ambito di una maggioranza di governo. Temevamo che dietro la riforma ci fosse un disegno teso ad occupare tutto il potere possibile in un settore delicato e importante come quello della sanità. Confidavamo nell’integerrimo entusiasmo che l’assessore Russo manifestava proclamando scelte lontane dal metodo della lottizzazione clientelare. Speravamo che i nostri timori potessero essere dissolti dando torto a noi ed alle nostre congetture. Oggi non ci resta che fare quattro considerazioni.
1) Il governo Lombardo e chi lo sostiene si è assunto per intero la responsabilità della gestione della sanità in Sicilia e, cosa di non poco conto, non ha più scuse.
2) l’assessore Russo ha perso la sua scommessa e si è fatto strumento di una maggioranza politica che ha dato indicazioni precise sui nomi da utilizzare come manager e direttori sanitari ed amministrativi, con una logica da spartizione che rispetto al passato ha una sola variante: seppellisce il manuale Cencelli  e battezza il metodo tutto mio così caro a Lombardo e Micciché.
3) il PDL con le sue contraddizioni si assume le responsabilità per intero e senza distinzioni, perché a nulla vale lamentare tutto il male possibile del governo Lombardo senza poi essere consequenziali (il complice, anche se fa solo il palo merita la stessa sanzione dell’esecutore).
4) Mai come oggi il silenzio assordante di autorevoli esponenti del PD sottolinea quello che abbiamo sempre sostenuto e cioè che in Sicilia tutto è possibile, dal trasformismo alla faccia tosta, basta che a volerlo siano Raffaele Lombardo, Marcello Dell’Utri e un professionista dell’antimafia che non posso nominare perché è in campagna elettorale e ne temo la querela».

Ultimo aggiornamento ( venerdì 18 giugno 2010 )
 
Trapani: il Consigliere Comunale dell’UDC Fabio Bongiovanni propone Codice etico
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giovedì 10 settembre 2009

Fabio BongiovanniIl Consigliere Comunale dell’UDC Fabio Bongiovanni presenta una proposta di deliberazione di iniziativa consiliare riguardante l'approvazione di un Codice etico per le imprese che partecipano alle gare d’appalto del Comune di Trapani.

Lo propone il Consigliere comunale e Capogruppo dell’UDC Fabio Bongiovanni, che ha presentato a norma dello Statuto una sua proposta di delibera di iniziativa consiliare sull’argomento.

Il Codice etico è un importante strumento normativo di carattere generale già adottato ed in vigore in numerose altre realtà locali di tutt'Italia e definisce i comportamenti, i principi ed i doveri delle imprese che partecipano a gare d’appalto, in qualsiasi forma, relative a lavori, forniture e servizi del Comune di Trapani, ponendosi l’obiettivo prioritario di incidere in maniera concreta e condivisa sul rischio di infiltrazioni criminali e concorrenza sleale.

“Ho inteso offrire al Consiglio comunale la possibilità di affermare il proprio ruolo affrontando autonomamente una discussione costruttiva e propositiva su questo delicato tema. Da responsabili uomini delle istituzioni vogliamo dare il nostro contributo, con atti concreti, alla battaglia di legalità e crescita civile che oggi più che mai è fondamentale per lo sviluppo del nostro territorio – ha affermato Bongiovanni -. Il Codice Etico degli appalti comunali vuole essere un segnale positivo di attenzione e sensibilità all'argomento ma anche un preciso impegno esemplare in questo senso, sia per le imprese sia per l’Amministrazione e guarda non solo al pericolo purtroppo sempre attuale di infiltrazioni criminali e mafiose  che per quanto possibile vuole contribuire a contrastare e prevenire, ma anche a tutte quelle forme di illegalità diffusa che a volte condizionano la nostra economia ed interferiscono pesantemente con il libero svolgersi della vita sociale e democratica. Mi ha fatto particolarmente piacere registrare la fattiva e significativa disponibilità al confronto del sindacato e dell'associazione imprenditoriale del settore la cui opinione ho voluto informalmente raccogliere nella fase di preparazione della proposta deliberativa.”

Il Codice è suddiviso in due parti e nelle intenzioni del consigliere Bongiovanni qualora venisse approvato la sua accettazione costituirebbe per le imprese condizione di ammissione a tutti gli appalti comunali mentre ne prescrive l'esclusione per due anni in caso ne venisse accertata la violazione. La prima, parte, che consta di otto articoli, riguarda specificamente le imprese, affrontando i temi relativi al dovere di correttezza, all’obbligo di dichiarare espressamente di non essere vittima di estorsioni, alla concorrenza, ai rapporti con gli uffici comunali ed al dovere di segnalazione di anomalie in qualunque fase di svolgimento delle gare o durante l’esecuzione del contratto. La seconda parte, composta da undici articoli, riguarda i doveri ed i comportamenti dei dipendenti comunali negli appalti indetti dall’Ente, al fine di garantire la correttezza e l’imparzialità della pubblica amministrazione, riprendendo ed integrando a tale scopo il già vigente codice ministeriale di comportamento dei pubblici dipendenti.

 
Inaugurata la sede della Segreteria Provinciale UDC
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mercoledì 09 settembre 2009

Logo UDC elezioni provinciali e comunali 2008

Alle 19:00 di martedì 8 settembre 2009 è stato tagliato il nastro della sede della Segreteria Provinciale UDC dal Segretario Provinciale On.le Mimmo Turano, dal Vice-Segretario Franco Regina, dal Presidente Maria Pia Castiglione e dai responsabili del Movimento Giovanile Provinciale UDC. Mimmo Turano ha definito la nuova sede dell’Udc «un luogo naturale di confronto politico. Un laboratorio d’idee aperto al territorio». Il segretario Turano ha anche fatto un annuncio importante: «In direzione abbiamo stabilito che le liste dell’Udc saranno composte da giovani. Lo stesso vale per la nomina degli assessori. E’ un impegno solenne che prendiamo con i nostri iscritti e con il territorio». La nuova sede di Piazza Vittorio Emanuele dà all’Udc un sito politico per affrontare le questioni interne ma anche per elaborare le nuove strategie.
Ultimo aggiornamento ( mercoledì 09 settembre 2009 )
 
Inaugurazione della sede della Segreteria Provinciale UDC
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giovedì 03 settembre 2009

Logo UDC elezioni provinciali e comunali 2008

Si terrà Martedì 8 settembre alle ore 18:30 l'inaugurazione della sede della Segreteria Provinciale UDC, sita a Trapani in Piazza Vittorio Emanuele n.22/A.

Saranno presenti, fra gli altri, il Segretario Provinciale, On.le Mimmo Turano, il vice Segretario On.le Francesco Regina, il Presidente Dott.ssa Maria Pia Castiglione e l'On.le Pio Lo Giudice.

 
Adesione del consigliere comunale Franco Faraci al partito U.D.C.
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mercoledì 02 settembre 2009

Favignana«Il consigliere comunale Franco Faraci, nel corso dell'ultima seduta del Consiglio Comunale di Favignana, ha dichiarato la propria adesione al partito U.D.C.»

a comunicarlo è il Segretario Comunale UDC, Sebastiano Campo, il quale afferma che:

«Sono lieto di accogliere l'amico Faraci nel partito anche perchè ne condivide i valori e la capacità di dialogo con i cittadini e gli amministratori del comprensorio».

Alle parole di Sebastiano Campo si sono aggiunte quelle del Vice-Presidente del Consiglio Comunale di Favignana, Vito Campo, il quale sostiene che:
«Franco Faraci ha deciso di aderire al percorso civico e politico del nostro partito e sono certo che con il suo apporto potremo contribuire, insieme e in modo determinante, allo sviluppo della nostra comunità attraverso un progetto politico serio».

Non ha mancato di far sentire la propria voce anche il Segretario Provinciale UDC, On.le Mimmo Turano, secondo cui:
«Lo spirito di partecipazione e cittadinanza attiva che contraddistingue il nostro partito è sempre stato di attività civica. Ci piace credere nella costruzione di un progetto comune, con precisi e importanti riferimenti civici e locali. Per questo è stato facile trovare presupporti comuni e affinità di idee con l'amico Faraci».

 
Movimento Giovanile Provinciale UDC di Trapani: Considerazioni sulle nomine ai vertici delle ASL
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venerdì 21 agosto 2009

Movimento Giovanile UDCIn riferimento alle nomine ai vertici delle aziende sanitarie siciliane, interviene anche il Movimento Giovanile Provinciale UDC di Trapani che, per mezzo del Responsabile Comunicazione Giancarlo Calò, fa sentire la propria voce:

«La nomina dei manager della Sanità siciliana avvenuta mercoledì scorso, a differenza di alcuni rappresentanti politici della nostra provincia non ci soddisfa ed è semplice spiegarne il motivo: ancora una volta e per almeno 20 anni di seguito, non c’è alcun trapanese alla guida di un’azienda sanitaria. E questo non è un problema da poco!

Incolonnando i dati relativi ai nuovi manager ed elaborandoli, ci siamo accorti che dei 17 direttori generali, ben 11 provengono dalla zona orientale dell’Isola. 5, infatti, sono nati a Catania, 4 a Ragusa e 2 alla vicina Reggio Calabria. Soltanto 5 sono i direttori provenienti da Palermo ed un unico da Agrigento. Trapani, come sempre, non è rappresentata ed è destinata a trainare il carretto che negli ultimi anni ha percorso un’unica strada e per di più irta di ostacoli: quella che porta a Palermo…

Non è nostra intenzione farne una questione di “campanile” ma è notizia di questi giorni, quella dei sette infermieri vincitori di concorso che per poter avere un colloquio con il Direttore Generale dell’ASL n.9 Gaetano D’Antoni hanno dovuto occupare il suo ufficio. E questo è stato solo uno dei tanti casi che si sono verificati negli ultimi anni. Sarebbe stato certamente diverso – ne siamo sicuri – se capo dell’azienda sanitaria locale fosse stato un trapanese… Siamo convinti che chi ha a cuore il proprio territorio, ha rispetto anche dei propri cittadini.

Più volte, in passato, abbiamo stigmatizzato il comportamento di certi manager che sono stati soliti affidare incarichi (a volte anche quinquennali) a favore di professionalità provenienti sempre da altre province, come se la nostra ne fosse costantemente priva… Vogliamo sperare che avvenga un’inversione di tendenza in tal senso, ma le nomine di cui stiamo discutendo oggi ci fanno rimpiangere la politica locale degli anni ‘80 che sapeva guardare all’interno del nostro territorio e non ne permetteva la “colonizzazione” selvaggia.

Un altro dato che salta subito in evidenza e che viene fuori dall'analisi sull'età dei nuovi manager, ci fa chiedere: “ma di vero ringiovanimento della Pubblica Amministrazione quando se ne vorrà parlare?”

Uno dei direttori è addirittura nato negli anni ‘30 ed un altro nel ‘41 (in spregio alla normativa regionale che portava a 65 anni il limite di età per ricoprire la carica di Direttore Generale di un'azienda sanitaria). Quattro di loro sono nati negli anni ‘40, ben cinque nel 1951 e altri cinque comunque negli anni ‘50. Due soltanto sono i più giovani... uno nato nel 1963 e un altro nel 1965.

Ma veniamo al dato più sconfortante - come se non bastasse quanto fin qui detto - leggendo i loro curriculum possiamo notare che:

1) Giuseppe Calaciura, è stato dal 2002 al 2005 direttore sanitario dell'azienda ospedaliera “Garibaldi” di Catania;
2) Salvatore Emanuele Giuffrida, dal 2005 fino ad oggi è stato - anche lui - direttore sanitario dell'azienda ospedaliera “Garibaldi” di Catania;
3) Ettore Gilotta, è stato dal 2000 al 2006 direttore generale dell'azienda ospedaliera "Policlinico" di Catania;
4) Francesco Poli, è stato dal 2002 al 2005 direttore generale dell'azienda ospedaliera Arnas “Garibaldi” di Catania;
5) Angelo Pellicanò, è stato dal 1995 ad oggi direttore sanitario presso l'azienda ospedaliera “Cannizzaro” di Catania.

Insomma, tutti quelli che “casualmente” (…) sono transitati per le aziende ospedaliere della provincia di Catania ce li ritroviamo oggi come “NUOVO CHE AVANZA”...

Ci viene, infine, il dubbio che i tanto ventilati “nuovi” manager non siano poi così “nuovi” come il funambolico duo Russo-Lombardo ci vuole far credere: ben undici su diciassette, infatti, sono stati, o sono tuttora, direttori nelle aziende sanitarie della nostra regione. Ci viene pertanto il legittimo sospetto che molti di questi nominativi abbiano assistito da protagonisti – e non da semplici spettatori –  a ciò che Russo ha definito “lo scempio della Sanità nell’Isola perpetratosi negli anni”.

Tanto per chiarire il concetto, se frughiamo nei loro curriculum ci accorgiamo che:

1) All’ASP di AGRIGENTO va Salvatore Olivieri, che è stato dal 2001 al 2002 direttore amministrativo alla azienda ospedaliera San Giovanni Di Dio di Agrigento, e dal 2002 al 2005 direttore generale all'azienda ospedaliera Sant'Elia di Caltanissetta;
2) All’ASP di CALTANISSETTA va Paolo Cantaro, che dal 1996 ricopre il ruolo di direttore sanitario all'azienda ospedaliero-unviersitaria Vittorio Emanuele di Catania;
3) All’ASP di CATANIA va Giuseppe Calaciura, che è stato dal 2002 al 2005 direttore sanitario dell'azienda ospedaliera Garibaldi di Catania. E dal 2005 ad oggi direttore sanitario all’azienda Ausl 4 di Enna;
4) All’ASP di ENNA va Nicola Renato Baldari, attuale direttore sanitario all’Azienda Ospedaliera "Papardo" di Messina;
5) All’ASP di MESSINA va Salvatore Emanuele Giuffrida, attuale direttore sanitario dell'Arnas "Garibaldi" di Catania;
6) All’ASP di RAGUSA va Ettore Gilotta, che è stato dal 2000 al 2006 direttore generale dell'azienda ospedaliera "Policlinico" di Catania;
7) All’ASP di SIRACUSA va Franco Maniscalco, che nel 2005 venne nominato direttore amministrativo dell'azienda ospedaliera "Sant'Elia" di Caltanissetta;
8) All’AZIENDA OSPEDALIERA CANNIZZARO di CATANIA va Francesco Poli, che è stato dal 1995 al 96 direttore generale dell'azienda ospedaliera Vittorio Emanuele di Catania. Dal 1997 al 2002 direttore generale dell'Ausl 5 di Messina. Dal 2002 al 2005 direttore generale dell'azienda ospedaliera Arnas "Garibaldi" di Catania;
 9) All’AZIENDA OSPEDALIERA PAPARDO - PIEMONTE di MESSINA va Armando Caruso, che negli ultimi anni ha svolto anche l'incarico di direttore amministrativo all'Ausl 7 di Ragusa;
10) All’AZIENDA ARNAS GARIBALDI di CATANIA va Angelo Pellicanò, attuale direttore sanitario presso l'azienda ospedaliera "Cannizzaro" di Catania;
11) All’AZIENDA OSPEDALIERO UNIVERSITARIA G. MARTINO di MESSINA va Giuseppe Pecoraro, che dal 1996 al 1997 è stato direttore amministrativo all'azienda ospedaliero - universitaria Policlinico di Palermo della quale, dal 1998 al 2008, è stato direttore generale.

Alla luce di questi dati ci chiediamo: “ma di quale rinnovamento stiamo parlando?”».

Alle dichiarazioni di Calò si aggiungono, infine, quelle del Coordinatore Provinciale del Movimento Giovanile UDC  Vito Campo, secondo cui:

«A Lombardo si sarà rotto il proverbiale “bilancino” con cui effettua le sue leggendarie nomine… Infatti, lo stesso pare totalmente sbilanciato da una parte della Sicilia da cui – guarda caso – egli trae maggiore consenso.

Ci meravigliamo di come alcuni onorevoli deputati regionali provenienti dal nostro territorio, che pure sono molto vicini al governatore Lombardo, si siano sperticati nel tessere le lodi di questi finti “NUOVI” nominativi. Abbiamo letto le dichiarazioni degli onorevoli Giulia Adamo e Toni Scilla (PDL), di Paolo Ruggirello (MPA) e di Baldo Gucciardi (PD) che scopriamo sostenere la nuova compagine di governo regionale coerentemente con il senatore Beppe Lumia (PD). Ci chiediamo, se questi signori hanno davvero a cuore il loro territorio perché si sono arresi – ancora una volta – ad affidarne le sorti ai “peones” di Lombardo.

Ci aspettavamo dal mazarese Massimo Russo che avesse più riguardo per la propria provincia, ma avevamo il sospetto che le cose sarebbero andate in questo modo già da quando, nella passata primavera, abbiamo PER PRIMI costatato e comunicato alla Stampa un dato allarmante, quello dei posti-letto riservati al nostro territorio: 2,1 posti-letto per mille abitanti a Trapani contro i 3,9 posti-letto per mille abitanti a Catania.

Il Movimento Giovanile UDC di Trapani, ancora una volta esce fuori dal coro e fa sentire la propria voce. A noi, così non va!».

 
Sanità: Lo Giudice: «Il "tecnico del metodo" Russo ha avallato la lottizzazione»
Scritto da Administrator   
giovedì 20 agosto 2009

Pio Lo GiudiceL’onorevole Giuseppe Lo Giudice, Vice Presidente della Commissione Sanità all’Ars, interviene sulle nomine dei manager delle aziende sanitarie siciliane:

«Il tanto strombazzato rigore dell’assessore alla Sanità Russo, è svanito di fronte alle fameliche logiche della spartizione politica.
Da “tecnico del metodo”, quale Russo seriosamente si definisce, ci aspettavamo che proprio quello della lottizzazione politica fosse il primo metodo da eliminare. Prendiamo atto che, nonostante la finta aurea di intransigenza che certa propaganda si ostina ancora ad attribuirgli, l’ex pubblico ministero, nei fatti, insegue gli epigoni della Prima Repubblica.

 Tanta malleabilità nell’accettare le indicazioni di Pdl, Mpa e di una parte del Pd “inciucista”, è funzionale, probabilmente, alle sue sorti politiche personali, alla ricerca di un posto all’Ars o alla Camera. In questo senso, non vi è dubbio, Russo ha mostrato, a chi lo ha ingaggiato, che della politica conosce non solo i vizi, ma anche i privilegi.

Tragicomiche, infine, le reazioni dei finti oppositori del Pd dove la devozione nei confronti del Governo di centrodestra ha toccato punte di sorprendente trasporto emotivo nelle parole di chi ha espresso “apprezzamento a Russo e a Lombardo per la coerente determinazione nel perseguire un reale cambiamento nella sanità siciliana”».

 

 

 
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