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Le segreterie UDC di Trapani ed Erice sostengono il "Comitato per la Grande Città" PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
mercoledì 03 marzo 2010

Logo UDC elezioni provinciali e comunali 2008

I Segretari comunali dell’Udc di Trapani ed Erice, rispettivamente il Consigliere Provinciale Giuseppe Carpinteri ed il Consigliere Comunale di Erice Alberto Mazzeo, incontratisi per discutere della vicenda relativa alla proposta di fusione territoriale dei due comuni limitrofi e avendo disaminato con attenzione la questione posta di recente al centro del dibattito politico dal neo-costituito “Comitato per la Grande Città” con l’iniziativa pubblica da esso condotta per giungere alla raccolta delle firme necessarie a termine di legge perché possa venire indetto il referendum popolare che coinvolga direttamente le comunità  interessate alla fusione tra i due comuni, hanno firmato congiuntamente il seguente documento:

TENUTO CONTO che il suddetto “Comitato per la Grande Città” non ha connotazioni partitiche o politiche e che ad esso hanno spontaneamente, singolarmente e personalmente aderito vari esponenti politici di ogni sigla e schieramento politico, professionisti, uomini di cultura, imprenditori,  e che tale Comitato ha rappresentato la sede ideale in cui si sono sviluppati i momenti partecipativi di sereno confronto tesi ad elaborare proposte costruttive condivise con l’obiettivo principale di innescare democraticamente il meccanismo di fusione delle due entità territoriali locali mediante il coinvolgimento di abitanti, comuni, soggetti istituzionali.

CONSIDERATO che i due territori urbani sono fortemente interconnessi tra di loro e che soprattutto nelle aree periferiche e di confine l’anacronistico disordine in termini di viabilità, di servizi a rete e definizioni urbanistiche è fonte di continui assillanti problemi per i cittadini di entrambi i comuni, di duplicazione e differenziazione di servizi a domanda individuale che potrebbero invece facilmente essere forniti da un unico più vasto ente locale territoriale, di aumento generalizzato dei costi per ciascuna comunità singolarmente considerata in un contesto di costante generale ridimensionamento dei trasferimenti di risorse finanziarie derivate e di razionalizzazione delle spese;

AVUTO RIGUARDO per le svariate motivazioni che inducono a manifestare complessivamente condivisione verso il percorso avviato con l’importante iniziativa assunta affinché i cittadini di entrambi i comuni possano esprimere direttamente e formalmente la loro precisa volontà, non ultime, ad esempio, le note recenti vicende di cronaca relative all’ospedale Sant’Antonio Abate escluso dalla possibile assegnazione dei fondi europei di finanziamento degli interventi strutturali per l’alta specializzazione sanitaria perché ricadente in un comune con popolazione inferiore ai 30000 abitanti, oppure quelle di programmazione urbanistica del territorio che hanno visto definitivamente approvato il PRG del Comune di Trapani proprio mentre il comune di Erice si appresta a rielaborare il proprio PRG dopo i primi 5 anni di vigenza, senza che in entrambi i lunghi e complessi procedimenti amministrativi si sia potuto tenere conto della evidente continuità territoriale ed urbanistica del comune tessuto urbano, ed in ultimo, ma non per ultimo, delle continue difficoltà di carattere organizzativo-gestionale e burocratico-amministrativo che, pur diversamente, quotidianamente pesano ed interagiscono tra di loro sulle collettività amministrate a causa della intrecciata ripartizione delle competenze d’intervento nella risoluzione delle tante minute problematiche ed incombenze che a volte gli stessi cittadini faticano non poco a comprendere;

RITENUTO che tra i due comuni, e particolarmente tra i territori urbani più a stretto contatto tra di loro soprattutto nelle zone di confine (ad esempio nei quartieri/frazioni di Casasanta, Raganzili, Milo, San Giuliano, Cappuccinelli, Pizzolungo) non sussistano rilevanti, consolidate ed imprescindibili differenze di ordine storico, culturale, sociale e di sviluppo territoriale tali da giustificare la perpetuazione dello status quo e il mantenimento di una netta separazione amministrativa stanti le motivazioni e le considerazioni sopra esposte;

per tutto quanto sopra espresso

VALUTANO positivamente, nel merito, l’iniziativa condividendone le finalità dichiarate e CHIEDONO al Segretario Provinciale di sposare questa importante causa per il nostro territorio in modo da fornire il proprio contributo di idee e di proposta ai rappresentati del Comitato per la Grande Città con i quali è necessario relazionarsi e di volere acconsentire pubblicamente pertanto, all’adesione del partito a tutte le iniziative da esso poste in essere che siano volte all’attivazione delle procedure degli appositi strumenti referendari che consentano il diretto coinvolgimento e la libera espressione della volontà delle popolazioni interessate dei due comuni.

A tal fine i Consiglieri, comunali e provinciali, gli Assessori e i dirigenti locali che volontariamente ritenessero di dare la propria disponibilità a partecipare attivamente e a pieno titolo, parimenti agli altri soggetti coinvolti, alle riunioni tecnico-organizzative del “Comitato per la Grande Citta” presenzieranno in rappresentanza del partito nei centri predisposti per la raccolta delle firme anche nella qualità di soggetti autenticatori dei moduli come previsto dalla vigente normativa.

 
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